Presentazione Questo corso è un’esperienza immersiva e formativa pensata per chi desidera avvicinarsi all’archeologia sperimentale, imparando l’antica arte della scheggiatura della selce: la tecnica con cui i nostri antenati producevano lame, raschiatoi e punte di freccia.
L’obiettivo principale è scoprire e praticare, in prima persona, le tecniche preistoriche di lavorazione della pietra, acquisendo manualità, sensibilità e comprensione dei gesti che hanno accompagnato l’umanità per millenni. Un percorso che non solo permette di comprendere meglio la vita quotidiana dei cacciatori-raccoglitori, ma che arricchisce anche chi ama le discipline outdoor, l’artigianato manuale o semplicemente la riscoperta delle conoscenze ancestrali.
L’evento è ospitato dalla Fondazione Marcello Zei presso la Mostra Permanente “Homo sapiens e habitat”, situata nella suggestiva cornice della Torre dei Templari, nel centro storico di San Felice Circeo.
La Mostra, punto di riferimento per il patrimonio archeologico preistorico del territorio pontino sin dal 1978, rappresenta il luogo ideale per questa attività: un contesto dove rigore scientifico e divulgazione si incontrano tra i reperti e i pannelli che illustrano gli eventi naturali e culturali del Quaternario.
Il corso si articola in due giornate con un programma teorico/pratico, guidati dall’artigiano specializzato Alessandro Orfeo di “alister_archery”. Vi offriremo non soltanto un addestramento tecnico sulla scheggiatura, ma anche il corretto approccio alla materia prima: riconoscere la selce, selezionarla e comprenderne le potenzialità.
Ogni partecipante avrà l’opportunità di produrre i propri manufatti, imparando a gestire strumenti e tecniche in sicurezza, sperimentando un’arte antica in un contesto autentico e stimolante. L’esperienza sarà anche un viaggio interiore: dal fascino del gesto primordiale alla consapevolezza del legame profondo tra uomo, materia e natura. Una riscoperta che insegna pazienza, concentrazione e rispetto per le conoscenze tramandate nei secoli.
Obiettivi didattici
La quota di partecipazione è di €200
incluso nel costo del corso ci sono: il materiale di consumo necessario, materiale didattico, tessera annuale, assicurazione.
Per formalizzare l’iscrizione al corso:
Effettua un bonifico (SEPA) di acconto del 50% o il 100%, intestato a:
Intestatario: STONE ASD
IBAN: IE59SUMU99036511647421
BIC: SUMUIE22XXX
BANCA: SumUp Limited
Causale: Nome e Cognome + ARCHEOLOGIA
Conferma via mail info@stoneoutdoor.it o WhatsApp 338 690 0654 di avvenuto versamento.
NOTA: Il corso va saldato interamente prima dell’inizio delle attività.
1. Introduzione e sicurezza
2. Teoria della frattura concoide
3. Pratica base: sgrossatura
4. Pratica intermedia: percussione morbida
5. Tecnica di pressione
6. Realizzazione di strumenti
Ogni partecipante sceglierà cosa produrre:
L’istruttore seguirà individualmente ogni allievo per correggere postura, angoli e tecnica.
Al termine ci sarà un confronto sui risultati ottenuti, una riflessione sul valore storico della scheggiatura e suggerimenti per continuare a praticare in autonomia.
Siamo a tua disposizione per ogni informazione o richiesta tu abbia bisogno!
Artigiano sperimentale e studioso delle tecnologie ancestrali, ha trasformato la fascinazione per le origini dell’uomo in un rigoroso percorso di ricerca pratica e manufatturiera. La sua attività si concentra sulla comprensione profonda della materia e del gesto tecnico, elementi che definiscono l’evoluzione umana fin dalla preistoria e che Alessandro riporta in vita attraverso la riproduzione fedele di strumenti e utensili.
Il cuore della sua produzione risiede nella scheggiatura litica, un’arte che richiede una sensibilità millimetrica e una conoscenza intima dei materiali. Attraverso l’uso della selce e di pietre affini, Alessandro padroneggia le antiche tecniche di percussione e pressione per dare forma a lame, raschiatoi e punte di freccia. Ogni pezzo non è una semplice replica estetica, ma uno strumento funzionale ottenuto seguendo i protocolli dell’archeologia sperimentale, rispettando le geometrie e le modalità di distacco tipiche dei diversi orizzonti culturali preistorici.
Parallelamente alla lavorazione della pietra, si dedica con dedizione all’arceria storica. La costruzione di archi in legno rappresenta per lui una sfida tecnica che unisce la selezione botanica alla precisione meccanica: ogni arco è il risultato di uno studio attento delle fibre del legno, della loro resistenza e della loro risposta elastica. Questo approccio artigianale si estende anche alla produzione del fuoco tramite tecniche tradizionali di frizione e percussione, dove la padronanza dei materiali naturali e delle leggi fisiche si fonde in un gesto che è al contempo tecnico e simbolico.
L’esperienza maturata come istruttore di sopravvivenza e tiro con l’arco gli permette di garantire un’autenticità funzionale a ogni sua creazione. Nei suoi lavori, Alessandro unisce la precisione del rievocatore storico alla competenza dell’istruttore, assicurando che ogni manufatto rispetti i parametri di bilanciamento, peso e resistenza necessari per un utilizzo reale e sicuro.
Oggi Alessandro porta avanti un’attività di ricerca che celebra l’eredità dell’homo faber. Il suo obiettivo è creare pezzi unici che non siano solo oggetti, ma racconti tangibili di un’arte antica, dove il rigore scientifico dell’archeologia si sposa con la passione e la maestria manuale del saper fare artigiano.
Tecnico Nazionale FIDASC e Istruttore CSAIN, nato il 20 gennaio 1980, è un appassionato arciere che da oltre venticinque anni vive e coltiva il tiro con l’arco come una parte essenziale della sua vita. La sua storia arcieristica inizia ufficialmente nel 1998 con il primo corso seguito presso la compagnia FIARC di Monterotondo sotto la guida di Roberto Bassanelli. Da lì le prime gare nel campionato FIARC Lazio e, in seguito, un periodo di pausa dalle competizioni senza però mai interrompere la sua pratica a livello amatoriale.
Il ritorno sui campi di allenamento e di gara avviene nel 2015, questa volta condividendo il percorso con la figlia. È proprio accompagnando la figlia nella sua crescita sportiva che Francesco scopre il piacere di trasmettere la sua passione, imparando quanto l’insegnamento e il sostegno possano trasformare il tiro con l’arco in un’esperienza familiare, formativa e sempre positiva.
Negli anni partecipa a numerose gare FIARC, Roving, LAM e amichevoli, sia nel Lazio che inaltre regioni, distinguendosi anche con l’uso di archi tradizionali da lui stesso costruiti. Dal 2016, infatti, dopo un corso di costruzione di archi storici, Francesco si dedica con costanza all’autocostruzione di archi storici tradizionali, perfezionando sempre più la sua abilità artigianale e coinvolgendo amici e compagni in questa pratica antica, che per lui è un ponte tra tradizione, tecnica e passione personale.
La sua esperienza non si limita al lato agonistico: nel tempo ha svolto un ruolo attivo nella vita associativa, contribuendo all’organizzazione di eventi e gare, fino a far parte del comitato organizzatore dei Campionati Italiani FIARC 2020. All’interno della compagnia è sempre stato un punto di riferimento, disponibile a supportare e incoraggiare, con uno spirito improntato alla condivisione e al divertimento.
Il desiderio di trasmettere la sua esperienza lo porta ad approfondire anche il percorso formativo: è Maestro d’Arco LAM, Caposquadra FIARC, Tecnico Nazionale FIDASC (titolo conseguito il 5 dicembre 2021) e Istruttore CSAIN (dal 14 gennaio 2023). Questi riconoscimenti gli consentono oggi di insegnare e accompagnare nuovi arcieri nel loro cammino, con l’obiettivo di far scoprire il fascino del tiro con l’arco non solo come disciplina sportiva, ma anche come strumento di crescita personale.
Oggi Francesco guarda avanti con il desiderio di radicare il tiro con l’arco anche nel suoterritorio. Forte della sua conoscenza del territorio e della comunità, intende proporre il tiro con l’arco come esperienza inclusiva, capace di unire persone di età e percorsi diversi attraverso la concentrazione, la manualità, il contatto con la natura e il piacere della condivisione.
Per Francesco, l’arco non è solo uno strumento sportivo: è un legame con la storia, con lanatura e con gli altri, una via per scoprire sé stessi e per crescere insieme.
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